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Estratto dal sito anienewilderness.it

l museo di Vallepietra ricostruisce la memoria storica del piccolo borgo attraverso una vasta raccolta di testimonianze socio-religiose, dal periodo medievale ai giorni nostri giorni, legate soprattutto al culto antichissimo della santissima trinita’

Nelle quattro stanze, in cui si articola il museo, oltre a fotografie del borgo degli inizi del XX sec., sono conservati una pregevole Madonna lignea del XIV sec., ex-voto, reliquiari, ostensori, suppellettili, pianete e paramenti sacri con gli stemmi vari casati che hanno governato il paese fino alla fine dell’Ottocento, crocifissi lignei, statuette votive, croci e lanterne delle confraternite religiose vallepietrane, documenti ecclesiastici, libri di preghiere e antichi dipinti tra cui L’Affissione di Gesù sulla Croce di Orazio Borgianni la cui iconografia  rimanda alla tradizione del “Pianto delle Zitelle”, la laude che l’abbate Francesco Tozzi scrisse alla fine del  ‘600 e che ancora oggi è rappresentata, il giorno della festa della Santissima Trinità, dalle donne nubili di Vallepietra in pellegrinaggio al santuario.

Il tempo molto incerto e la temperatura quasi invernale, non hanno tenuto lontano molte persone, dal partecipare questa mattina alla riapertura ufficiale del Santuario della Trinità, a 1300 metri di altitudine, nel territorio del Comune di Vallepietra, dopo i sei mesi di chiusura invernale.
Sul piazzale antistante il santuario sono giunte, provenienti dalle provincie del Lazio e dal vicino Abruzzo, anche numerose “compagnie” , ognuna delle quali preceduta dallo stendardo con la raffigurazione delle “Tre Persone della Trinità”. Sono poi entrati tutti nella piccola grotta per venerare la sacra immagine, impressa su una parete di roccia, ripetendo il gesto di strisciare la mano destra sulle pareti della grotta in segno di penitenza e cantando antiche salmodie, ispirate a quanto sarebbe avvenuto in quel luogo oltre mille anni fa.
Si narra che un uomo, mentre era intento a coltivare il suo terreno nel sovrastante Colle della Tagliata, vide i due buoi che trainavano l’aratro cadere nel vicino precipizio. L’uomo accorso sul limite del baratro sicuro della morte dei buoi, li vide invece in posizione quasi di venerazione davanti all’immagine della Trinità, comparsa improvvisamente sulla parete della vicina grotta.
La riapertura del santuario, è stata anche l’occasione per ricordare quanto avvenne a Vallepietra il 1 maggio 1944. Soldati tedeschi in ritirata da Cassino minacciarono la fucilazione di numerosi abitanti del paese, se non fosse stato rivelato loro il luogo dove era tenuti nascosti alcuni militari americani. Intervenne l’allora parroco, don Salvatore Mercuri, il quale convinse i tedeschi a ritirare la minaccia avendo assicurato che nessun soltanto americano era nascosto a Vallepietra.
Lo scorso anno sono state circa 500 mila le persone che dal 1 maggio al 31 ottobre (giorno di chiusura del santuario), hanno raggiunto il luogo sacro, agevolate dalla sistemazione della strada provinciale che risale per 12 chilometri da Vallepietra, oltre che dal funzionamento dell’ostello “Giovanni Paolo II”, dall’ampliamento dei parcheggi e delle aree di sosta, nonché dall’attivazione di nuovi servizi per il pellegrini e dallo speciale.

Articolo di Fabrizio Lollobrigida[/